Sicurezza nei luoghi di lavoro. Gli obblighi del titolare

Sicurezza nei luoghi di lavoro. Gli obblighi del titolare

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La sicurezza nei luoghi di lavoro fa parte di quella cultura lavorativa che vede al centro la vita umana e un dato sistema valoriale, così come definito dall’OMS nel 1950. Il datore di lavoro è garante e responsabile della salute e sicurezza dei suoi dipendenti in coordinamento con altre figure professionali: il dirigente, il preposto e, in ultimo, il lavoratore stesso. 

Inoltre, la legge prevede il contributo di alcuni soggetti tecnici e di rappresentanza, come Responsabile del Servizio prevenzione e protezione, il medico competente, gli addetti alla gestione delle emergenze e il Rappresentante dei Lavoratori per la sicurezza.

Il modello di valutazione del rischio sul luogo di lavoro, come definito dal D.Lgs. 81 08 – Testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro – è di tipo partecipativo. Tutti collaborano alla creazione e al mantenimento di un ambiente positivo che assicuri l’integrità fisica e psicologica del lavoratore, nonché la sua capacità operativa.

Tuttavia, il titolare dell’azienda risponde a particolari obblighi e subisce determinate sanzioni nel caso li trascuri. Vogliamo rispondere a questo proposito ad alcuni quesiti che aiutano a individuare gli obblighi del datore di lavoro.

Chi deve garantire la sicurezza sui luoghi di lavoro?

Nel settore privato, mantenere e migliorare la sicurezza nei luoghi di lavoro è compito di diverse figure di riferimento. Il primo responsabile e garante della sicurezza, tuttavia, rimane il datore di lavoro, seguito dai suoi dirigenti e dai preposti, in ordine gerarchico. Inoltre, il datore di lavoro ha l’obbligo di designare un Responsabile del Servizio di prevenzione e protezione, che lo affiancherà nella redazione di una prima valutazione dei rischi aziendali.

Gli obblighi del datore di lavoro

Per il datore di lavoro, esistono alcuni compiti non delegabili e fondativi per l’impresa. In primo luogo, la scelta del Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e del Responsabile per il Servizio prevenzione e protezione, il quale risponderà di precise qualifiche professionali. Quindi l’individuazione, insieme a questi soggetti, dei rischi presenti in azienda e la redazione di un Documento di Valutazione dei Rischi (DVR). Per le microimprese, è possibile stilare il documento facendo riferimento a modelli standard disponibili online.

Di seguito, il riassunto in alcuni punti dei principali obblighi che il titolare deve assolvere o delegare. Per la lista completa, rimandiamo all’ Art. 17 e all’Art. 18 del Titolo 1 del testo unico sulla salute e sicurezza.

  • Nominare un medico competente;
  • assegnare preventivamente gli incarichi per l'attuazione di misure antincendio, evacuazione, primo soccorso e gestione dell’emergenza ai lavoratori;
  • valutare le capacità e le condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori prima di assegnare mansioni;
  • fornire idonei dispositivi di protezione individuale;
  • garantire che solo lavoratori adeguatamente formati e addestrati possano accedere a zone ad alto e specifico rischio;
  • richiedere l’osservanza da parte dei lavoratori delle norme vigenti e delle disposizioni aziendali in materia di sicurezza e igiene;
  • fissare per i lavoratori le visite mediche previste dalla Sorveglianza Sanitaria Obbligatoria (SSO) entro le scadenze date;
  • consegnare tempestivamente all’ RLS una copia del DVR;
  • in caso di appalto, creare un documento unico di valutazione del rischio e fornire apposite tessere di riconoscimento;
  • comunicare all’INAIL gli infortuni che causano assenze superiori a tre giorni
  • comunicare annualmente all'INAIL i nominativi dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza;
  • accertarsi che i lavoratori sotto sorveglianza sanitaria non siano adibiti a determinati compiti senza un giudizio di idoneità.

Infine, l’Art 70 del D Lgs 81 08 obbliga il datore di lavoro a fornire l’azienda solo di attrezzature conformi alle leggi e ai regolamenti che seguono le direttive comunitarie.

Che cosa si intende per sicurezza nei luoghi di lavoro

La differenza tra sicurezza e salute sul lavoro consiste nel tipo di rischio a cui è esposto il lavoratore: si tratta di un rischio circoscritto al luogo di lavoro o le conseguenze di un eventuale danno possono gravare sull’individuo anche al di fuori della sede lavorativa, alterando lo stato di salute?

Infatti, la sicurezza sul lavoro ruota attorno alla prevenzione del danno causato da pericoli accidentali sul luogo di lavoro. “Salute”, invece, è un termine dall’accezione più ampia. Per l'Organizzazione Mondiale della Sanità, la salute del lavoratore implica un ambiente che ne mantenga, promuova e migliori le condizioni; in secondo luogo, l’ambiente di lavoro dovrà – sempre secondo l’indicazione dell’OMS – integrare salute e sicurezza sul lavoro nella cultura aziendale.

In ogni caso, per entrambe le sfere di salute e sicurezza la prevenzione del rischio è il primo obiettivo. Questo implica misure di tutela e obblighi (Titolo I, Capo III, sez. 1. dlgs 81/2008 sicurezza nei luoghi di lavoro). 

Qual è la normativa di riferimento per la sicurezza sui luoghi di lavoro?

Il Decreto Legislativo 81 del 9 aprile 2008 è il riferimento per la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro in Italia. È conosciuto anche come Testo unico in sulla salute e sicurezza sul lavoro, sempre allineato agli aggiornamenti introdotti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dagli organi comunitari.

Del testo, il Titolo I (principi comuni), il Titolo XII (disposizioni in materia penale e di procedura penale) e il Titolo XIII (norme transitorie e finali), di carattere generale, dovranno essere applicati a prescindere dal contesto lavorativo.

Kiwitron e il supporto alla sicurezza

Tra le “Misure generali di tutela” imposte dal testo sulla salute e sicurezza, compare la “riduzione dei rischi alla fonte”.  

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