Kiwi-Eye, il primo sistema testato per la sicurezza e l’efficienza nei luoghi di lavoro

Kiwi-Eye, il primo sistema testato per la sicurezza e l’efficienza nei luoghi di lavoro

kiwi-eye

È il primo sistema di rilevamento selettivo con visione artificiale per l’industria: Kiwi-Eye, la creazione firmata Kiwitron dalla progettazione all’assemblaggio, sta per ottenere il brevetto che tutela la sua unicità. 

Kiwi-Eye è un sistema di computer vision applicabile a tutte le macchine mobili e industriali, in grado di rilevare distanze e profondità, di riconoscere e distinguere esseri umani, altre macchine, oggetti e segnaletica. Ma la lista non si esaurisce qui: può estendersi di fatto senza limiti, a seconda delle esigenze. 

Come? Vi raccontiamo la tecnologia dietro al prodotto punta di diamante dell’azienda bolognese.

La domanda di brevetto

Kiwi-Eye costituisce il primo sistema di rilevamento di distanza con visione artificiale testato, applicato specificamente alle esigenze delle macchine mobili e industriali e a servizio della sicurezza e dell’efficienza. Per questo, nell’estate 2020, Kiwitron si è mossa subito a tutela del proprio prodotto, avanzando una domanda di brevetto. Successivamente, al fine di estendere la tutela su questo prodotto unico e innovativo, Kiwitron ha depositato anche una seconda domanda.

Questa descrive dettagliatamente tutte le caratteristiche del prodotto Kiwi-Eye, ma mira ad una ben più ampia tutela, rivolta a un dispositivo composto da telecamera RGB, da telecamera di profondità e unità di controllo utile a stabilire la natura e la distanza degli oggetti rilevati grazie ad algoritmi di intelligenza artificiale. Recentemente, la richiesta si è estesa a due brevetti.

In poco tempo, l’azienda otterrà l’esclusiva sulla soluzione che promette di trasformare la mobilità nei luoghi di lavoro e la concezione di macchina industriale semi-automatica. Il tutto con la missione di aumentare la produttività aziendale diminuendo i rischi legati alla sicurezza. 

I vantaggi unici di Kiwi-Eye

Kiwi-Eye è la soluzione all’avanguardia per il riconoscimento selettivo degli ostacoli e per la mitigazione del rischio di incidenti. Il rilevamento raggiunge i 25 metri di distanza e vanta una precisione al centimetro. I vantaggi immediati di questo prodotti hi-tech sono: 

  • grazie alle reti neurali sviluppate in house, Kiwi-Eye può imparare a riconoscere e segnalare qualsiasi tipo di oggetto;
  • è progettato e prodotto interamente nella sede di Sasso Marconi, dove l’assistenza clienti e l’area commerciale sono sempre pronte ad ascoltare le necessità del cliente e a fare da tramite con il laboratorio Kiwitron;
  • grazie alla camera di profondità integrata, le distanze indicate sono esatte e non frutto di una stima approssimata;
  • Kiwi-Eye può individuare le zone ad alto rischio nel luogo di lavoro grazie alla raccolta automatica dei dati sui near-miss (incidenti mancati). Sono visualizzabili nell’area Heatmaps di Kiwisat, il software Kiwitron per la gestione della flotta.

Grazie a queste caratteristiche, Kiwi-Eye elimina la necessità di tag anticollisione in magazzino e in cantiere. È possibile configurare 3 zone di allarme in base a soglie di distanza personalizzabili e in base al segnale di marcia del veicolo. Inoltre, è in grado di comunicare/interagire con la macchina (per esempio, può attivarne il rallentamento) e non necessita di HUB CPU.

Ma i vantaggi competitivi di Kiwitron non risiedono solo nel grande contenuto tecnologico del suo prodotto, bensì anche nella struttura e nel team.

Infatti, l’azienda ha il suo unico headquarter a Sasso Marconi, nel bolognese. È qui che prendono vita tutte le soluzioni per la sicurezza e l’efficienza, dove il cliente può sempre avere un contatto diretto con l’impresa. 

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KiwiEye sistema di rilevamento con intelligenza artificiale

Kiwi-Eye: come funziona la computer vision industriale

Kiwi-Eye è in grado di migliorare costantemente le proprie prestazioni tramite la trasmissione di dati ai server Kiwitron. La mole di dati criptati viene elaborata tramite algoritmi di deep learning, la tecnica più avanzata di intelligenza artificiale.

Infatti, Kiwitron garantisce che i modelli di computer vision siano in grado di riconoscere ostacoli determinati, in circostanze potenzialmente sempre diverse. Quando un Kiwi-Eye montato frontalmente su un carrello si trova in un magazzino pieno di operatori e veicoli, il suo compito è individuare solo alcuni rischi e non attivare inutilmente allarmi o rallentamento. Ma quale tecnologia sfrutta Kiwi-Eye?

Prima di uscire dalle produzioni di Kiwitron, il Kiwi-Eye attraversa una fase di training, di apprendimento a livello di algoritmo. Per far sì che il sistema impari a riconoscere gli oggetti utili alle esigenze dei clienti, i team R&D di Kiwitron applicano procedure automatiche di raccolta, pre-processamento e stoccaggio dei dati in tempo reale. Su questi dati è possibile implementare l’apprendimento profondo del sistema.

La tecnica di deep learning del sistema Kiwi-Eye è chiamata, in gergo tecnico, computer vision – ovvero “visione artificiale”. La visione artificiale è l’area dell’AI dedicata all’elaborazione e alla comprensione di immagini e video.

Tuttavia, per Kiwi-Eye non si tratta solo di riconoscere il pattern di un’immagine, ma anche di estrarre informazioni specifiche per precisi scopi industriali. Per questo, i compiti di riconoscimento dell’AI del Kiwi-Eye sono eseguiti tramite complesse reti neurali, le convolutional neural networks (CNN).

Le CNN sono un tipo specifico di reti neurali: vengono “addestrate” su dataset molto ampi e sono in grado di applicare tecniche di problem solving. 

L’impiego di CNN migliora radicalmente gli algoritmi standard di Computer Vision, permettendo l’individuazione di pattern tra le immagini in totale autonomia.

Le CNN eliminano la necessità di definire con l’intervento umano le caratteristiche delle immagini. Kiwi-Eye “impara” a decifrare quello che vede in automatico, producendo risultati di riconoscimento ad altissima precisione.

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