Circolare 9/E: credito d’imposta per l’acquisto dei beni strumentali

Circolare 9/E: credito d’imposta per l’acquisto dei beni strumentali

La circolare 9/E del 23/07/2021 dell'Agenzia delle entrate fornisce alcune indicazioni realtive alle modalità di applicazione dei crediti di imposta per l'acquisto di beni strumentali nuovi.

Il credito di imposta per i beni strumentali è un supporto per le imprese che vogliono investire in beni nuovi, materiali o immateriali. L'obbiettivo degli incentivi è quello di favorire la digitalizzazione dei processi produttivi.

La circolare fornisce alcuni chiarimenti sulle norme che regolano gli ammortamenti e le agevolazioni nella nuova Legge di bilancio 2021 (legge 178 del 30/12/2020). Inoltre, in quanto documento interpretativo ufficiale, invalida tutte le eventuali indicazioni regionali con istruzioni diverse da quelle in essa riportate.

Circolare 9/E: struttura e tematiche

La circolare risponde ad un totale di 23 requisiti e si articola in sette capitoli dedicati a diverse tematiche:

  • Soggetti interessati
  • Investimenti
  • Ambito temporale
  • Determinazione dell'agevolazione
  • Utilizzo
  • Cumulo con altre agevolazioni
  • Rideterminazione dell'agevolazione
  • Documentazione

Di seguito riporteremo le risposte elaborate nel documento seguendo fedelmente l'ordine della circolare.

Soggetti interessati

La prima sezione chiarisce quali sono gli enti che possono beneficiare o meno del credito d'imposta per i beni strumentali. Esso viene attribuito a “tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato […] indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale di determinazione del reddito d'impresa”.

Nel secondo quesito, la circolare precisa che sono escluse dal credito d'imposta le imprese che si trovano in stato di crisi, liquidazione, fallimento o destinatarie di sanzioni interdittive. In quest'ultimo caso l'esclusione sarà pari al periodo di interdizione.

Infine, possono beneficiare del credito d'imposta anche quei soggetti che esercitano come attività principale quella professionale e come attività secondaria quella d'impresa.

Investimenti

In questa seconda sezione la circolare spiega che possono beneficiare del credito d'imposta gli investimenti realizzati mediante contratti di leasing (o di locazione). Inoltre, non essendoci un ammontare minimo di investimenti per accedere, rientrano nel credito d'imposta anche i beni di costo unitario inferiore e 516,46 euro.

Ambito temporale

La terza sezione della circolare chiarisce i dubbi sui periodi di sovrapposizione delle diverse discipline normative. In particolare, la sezione fa riferimento al periodo tra il 16/11/2020 e il 30/06/2021. In tale periodo sono previsti incentivi sia dalla Legge di bilancio 2020, sia dalla Legge di bilancio 2021.

il documento spiega che tra gli investimenti effettuati entro il 15 novembre 2020, distinguiamo quelli in cui “si sia proceduto all’ordine vincolante e sia stato versato l’acconto del 20 per cento, dal caso degli investimenti per i quali alla suddetta data non risultino verificate tali condizioni”(rif. p.16 circolare 9/E).

Nel caso del versamento pre 15/11/2020 gli investimenti fanno riferimento alla normativa precedente, quindi alla Legge di bilancio 2020. Nel caso di versamento successivo valgono le indicazioni introdotte dalla legge di bilancio 2021.

Determinazione dell'agevolazione

Questa sezione mette in chiaro come si determina il credito d'imposta per le reti di imprese.

La circolare distinguetra le reti-contratto e le reti-soggetto. Le prime sono un insieme di imprese indipendenti il cui lavoro è regolato da un contratto di collaborazione. In questo caso, il credito d'imposta si applica in modo autonomo a ciascuna delle singole imprese. Le seconde sono un insieme di imprese cooperanti che hanno dato vita ad un nuovo soggetto giuridico. Queste possono beneficiare del credito d'imposta come ente unico.

Un altro punto riguarda i beni riscattati in leasing. L'Agenzia delle Entrate ritiene che per la determinazione del credito d'imposta “si assume il costo sostenuto dal locatore per l'acquisto dei beni”(rif. p.23, rif.comma 1054 legge di bilancio 2021).

Per calcolare il credito d'imposta spettante al locatario non assume alcuna rilevanza il prezzo di riscatto ma il “costo per l'acquisto del bene” sostenuto dal locatore.

In questo modo non sussistono differenze di credito tra chi sceglie di acquistare mediante leasing e chi tramite compravendita tradizionale.

Più avanti spiegheremo cosa succede in caso di mancato riscatto del bene o cessione del contratto di leasing.

Utilizzo

Questo capitolo illustra quali sono i requisiti per accedere al credito d'imposta per investimenti in beni materiali nuovi. In particolare, si specifica che gli esercenti arti e professioni, ovvero coloro che effettuano un lavoro autonomo, possono beneficiare del credito d'imposta.

Inoltre, l'assenza o l'irregolarità del DURC (Documento unico di regolarità contributiva) preclude la fruizione del credito di imposta.

Invece, sulla questione delle tempistiche e la ripartizione delle quote il documento specifica che:

  • è possibile continuare ad utilizzare il credito d'imposta oltre il terzo anno successivo a quello di entrata in funzione. Ciò vale per i beni diversi da quelli realtivi a “Industria 4.0”;
  • per i beni di Industria 4.0 è possibile continuare ad utilizzare il credito d'imposta oltre il terzo anno successivo a quello di interconnessione. Ciò vale nel caso in cui non si riesca a compensare tutto nel periodo previsto;
  • nel caso in cui la quota annuale, o una parte, non venga utilizzata è possibile riportare l'ammontare residuo nelle dichiarazioni dei periodi di imposta successivi. Ciò vale anche oltre il limite del terzo anno.
circolare 9E

Ritardo nell'interconnessione

Una questione interessante chiarita in questa sezione è quella relativa ad una eventuale interconnessione tardiva. La circolare specifica che anche in caso di ritardo nell'interconnessione il contribuente può in ogni caso beneficiare del credito d'imposta.

In particolare, il requisito dell'interconnessione può essere “soddisfatto anche in un momento successivo a quello di effettuazione dell'investimento e messa in funzione del bene; e ciò, proprio per consentire all'impresa di potersi dotare o di poter adeguare i sistemi informatici ai quali il bene [..] dovrà interconnettersi” (rif. p.35 circolare 9/E).

Va ricordato che il bene deve essere già dotato delle caratteristiche tecniche che il paradigma 4.0 richiede al momento del suo primo utilizzo, pena la revoca dell'ammissibilità ai benefici 4.0.

Nella circolare 9/E si legge: “l'agevolazione non viene meno sempreché le caratteristiche tecniche, richieste dalla disciplina 4.0, siano presenti nel bene già anteriormente al suo primo utilizzo o messa in funzione”(rif. p. 36).

Perciò, se il bene 4.0 entra in funzione senza essere interconnesso il contribuente ha due possibilità:

  1. godere del credo d'imposta “ridotto” dall'anno di entrata in funzione del bene, e a partire dall'anno di avvenuta interconnessione, usufruirne pienamente;
  2. attendere l'interconnessione e usufruire a pieno del redditto d'imposta per i beni 4.0 in un secondo momento.

In ogni caso, il rispetto delle caratteristiche tecnologiche e del requisito di interconnessione deve essere mantenuto per tutto il periodo di godimento dei benefici 4.0.

Cumulo con altre agevolazioni

In questa sezione della circolare viene specificato che il credito d'imposta per l'acquisto di beni strumentali è cumulabile con altre agevolazioni, a condizione che non superi il costo sostenuto.

Per costo sostenuto si intende l'ammontare complessivo dei costi ammissibili tenendo conto del periodo in cui il contribuente intende avvalersi del credito d'imposta.

Rideterminazione dell'agevolazione

Nell'ultima sezione la circolare elenca le conseguenze di un mancato riscatto del bene o della cessione del contratto di leasing (nel caso in cui l'investimento venga effettuato mediante contratto di locazione).

La circolare specifica che in questi due casi particolari si effettua una rideterminazione dell'incentivo. Il credito d'imposta viene ridotto escludendo, dall'ammontare totale, il costo sostenuto dal locatore per l'acquisto del bene. Per ammontare totale si intende la somma di tutti i costi dei beni ammessi all'agevolazione.

Al contrario, il credito d'imposta non sarà ridotto nel caso in cui il bene venga ceduto ad una società di leasing mediante un'operazione di sale and lease back.

Documentazione

L'utlima sezione della circolare 9/E tratta della documentazione relatva all'acquisizione dei beni. Questa deve recare obbligatoriamente il riferimento alla disposizione agevolativa di cui sono oggetto i beni.

A tale riguardo, si chiarisce il riferimento normativo da indicare per le acquisizioni di beni eleggibili avvenute a partire dal 16 novemebre 2020:

  1. Per gli investimenti per i quali alla data del 15 novembre 2020 si sia proceduto all’ordine vincolante e sia stato versato l’acconto del 20 per cento, le relative fatture e gli altri documenti di acquisto devono contenere il riferimento alle disposizioni della legge di bilancio 2020.
  2. Per gli investimenti intrapresi a decorrere dal 16 novembre 2020 – per i quali, vale a dire, alla data del 15 novembre non ci sia stato l’ordinativo e/o il versamento dell’acconto del 20 per cento – le fatture e gli altri documenti di acquisto dei beni ammissibili devono riportare il riferimento alla disciplina agevolativa della legge di bilancio 2021″.

E' possibile regolarizzare i documenti già emessi senza corretta indicazione della normativa di riferimento, secondo le modalità indicate nella risposta a istanza di interpello n. 438 del 5 ottobre 2020.

Rimandiamo per ottenre informazioni dettagliate sull'argomento al testo integrale della Circolare 9/E dell'Agenzie delle Entrate

Ricordiamo che tale articolo incorpora informazioni di sintesi che non hanno valore di legge, ma che possiamo guidarti nel percorso di digitalizzazione per ottenere le agevolazioni 4.0 sul tuo mezzo.

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